Il proprietario ha diritto a ricevere il canone puntualmente, a recuperare l'immobile in buono stato alla fine del contratto, a disdire il contratto alla prima scadenza per uso diretto o vendita, e a ottenere il rilascio in caso di morosità grave tramite procedura giudiziaria.
Risposta completa
Il proprietario che concede un immobile in locazione ha diritti precisi tutelati dalla legge, anche se spesso si percepisce una asimmetria a favore dell'inquilino. Diritto al canone: il proprietario ha diritto a ricevere il canone pattuito nei termini stabiliti. In caso di ritardo superiore a un mese o mancato pagamento di più rate, può avviare la procedura di sfratto per morosità. Diritto alla restituzione dell'immobile in buono stato: alla fine del contratto, l'immobile deve essere restituito nelle stesse condizioni in cui è stato consegnato, salvo la normale usura. Eventuali danni vanno documentati e il proprietario può trattenere il deposito cauzionale a copertura. Disdetta alla prima scadenza contrattuale: il proprietario può disdire il contratto 4+4 alla prima scadenza (dopo 4 anni) per uso diretto dell'immobile o di un familiare, vendita, ristrutturazione totale, riacquisizione per ragioni lavorative. La disdetta va notificata con preavviso di 6 mesi. Diritto di accesso: il proprietario può accedere all'immobile solo previo accordo con l'inquilino, salvo urgenze. Può però esigere di essere informato di eventuali problemi strutturali. Aggiornamento ISTAT: se previsto nel contratto, il proprietario può adeguare annualmente il canone alla variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo (per i contratti liberi, fino al 75% della variazione). Diritto alla cedolare secca: il proprietario può optare per la cedolare secca, in sostituzione dell'IRPEF, rinunciando però all'aggiornamento ISTAT.
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