La cedolare secca conviene quando l'aliquota IRPEF marginale del proprietario supera il 23%. Con cedolare secca ordinaria si paga il 21% flat; con cedolare secca su canone concordato si paga il 10%.
Risposta completa
La cedolare secca è un regime fiscale opzionale che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali sui redditi da locazione. Si applica con aliquota del 21% per contratti a canone libero e del 10% per contratti a canone concordato. Conviene quando l'aliquota IRPEF marginale del proprietario è superiore alla cedolare: praticamente sempre per redditi sopra i 15.000€/anno, poiché già dal secondo scaglione l'IRPEF è al 23% (che con addizionali regionali e comunali sale al 26-28%). Con la cedolare secca non si può richiedere l'aggiornamento ISTAT del canone durante la vigenza del contratto. La cedolare secca al 10% su canone concordato è particolarmente vantaggiosa: l'IMU si riduce del 25% e l'IRPEF passa al 10%, ma il canone massimo è determinato dagli accordi locali (a Roma il canone concordato è inferiore a quello di mercato del 15-20% in media). Non si applica agli immobili strumentali, ai contratti commerciali o ai contratti con conduttori che esercitano attività d'impresa.
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