I canoni di locazione si dichiarano nel Quadro B del 730. Si può scegliere tra cedolare secca (21% o 10%) o IRPEF ordinaria sul 95% del canone (85% per concordato). L'opzione cedolare si esercita nel contratto o alla registrazione.
Risposta completa
I redditi da locazione di immobili si dichiarano nel Modello 730 (o Redditi PF) al Quadro B - Redditi di Fabbricati. Ecco la guida pratica: Come si compila il Quadro B: per ogni immobile locato, si indica: codice utilizzo (3 = locazione ordinaria IRPEF; 8 = cedolare secca 21%; 11 = cedolare secca 10% per canone concordato); canone lordo annuo percepito; eventuale codice identificativo del locatario. Regime ordinario IRPEF: il reddito imponibile è il 95% del canone annuo percepito (o 85% per canone concordato o abitazioni in Comuni ad alta densità abitativa). L'importo si somma agli altri redditi e si tassa con le aliquote IRPEF progressive (23% fino a €28.000; 35% fino a €50.000; 43% oltre €50.000) più addizionali comunali e regionali. Cedolare secca: aliquota fissa del 21% (canone libero) o 10% (canone concordato) sull'intero canone, senza deduzioni. Sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e di bollo annuale sul contratto. Conviene quando il reddito è elevato (aliquota marginale >21%) o quando si vuole semplificare la gestione. Affitti brevi (meno di 30 giorni): vanno indicati nel quadro B con il codice 3 (regime ordinario) o con cedolare secca se il contratto lo prevede. Gli intermediari (Airbnb, Booking) applicano una ritenuta del 21%: questa è un acconto e va poi dichiarata nel 730. Scadenza: il 730 va presentato entro il 30 settembre dell'anno successivo (es. redditi 2025 nel 730/2026 entro settembre 2026).
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