Non dichiarare i canoni di locazione configura evasione fiscale. L'Agenzia delle Entrate può recuperare le imposte evase per i 5 anni precedenti, con sanzioni dal 90% al 180% dell'imposta dovuta, più interessi. In caso di affitto in nero, anche il contratto è nullo.
Risposta completa
Omettere i redditi da locazione nella dichiarazione dei redditi è un'infrazione fiscale grave che espone il proprietario a conseguenze pesanti. L'Agenzia delle Entrate incrocia diversi dati per individuare gli affitti non dichiarati: contratti registrati all'Agenzia delle Entrate stessa (il contratto registrato crea automaticamente un debito fiscale); segnalazioni delle piattaforme di affitto breve (Airbnb, Booking trasmettono i dati dei host italiani); denunce da parte degli inquilini (che possono registrare autonomamente il contratto); variazioni anagrafiche (residenze registrate in immobili non di proprietà). Conseguenze dell'omessa dichiarazione: recupero dell'imposta evasa per i 5 anni precedenti (termine di decadenza dell'accertamento); sanzioni dal 90% al 180% dell'imposta dovuta (per omessa dichiarazione); interessi legali sulla somma evasa; in caso di importi rilevanti, rischio di segnalazione alla Guardia di Finanza. Esempio: canone €800/mese non dichiarato per 3 anni (€28.800 di canoni). IRPEF evasa (aliquota 38%): circa €10.944. Sanzione 120%: €13.132. Interessi: €820. Totale: circa €24.896 da pagare oltre alle imposte. Rimedio: il ravvedimento operoso permette di sanare spontaneamente le irregolarità con sanzioni ridotte, prima che l'Agenzia delle Entrate avvii un accertamento.
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