L'appartamento arredato spunta un canone del 15-30% superiore ma comporta maggiori costi di manutenzione e sostituzione degli arredi. Il non arredato attrae inquilini più stabili (famiglie, coppie) e minori oneri di manutenzione. La scelta dipende dalla tipologia dell'immobile e della zona.
Risposta completa
La scelta tra affittare arredato o non arredato dipende da diversi fattori interconnessi. Affitto arredato: il canone mensile è mediamente del 15-30% superiore rispetto al non arredato della stessa metratura e zona. Questo perché l'inquilino evita il costo di acquisto degli arredi. Attrae principalmente: lavoratori in trasferta, studenti fuori sede, inquilini in affitti brevi o transitori. Svantaggi: maggior turnover degli inquilini (contratti più brevi), costi di manutenzione e sostituzione degli arredi (frigorifero rotto, lavatrice da riparare, mobili da sostituire), necessità di fare inventario fotografico e scritto ad ogni cambio inquilino. Affitto non arredato: canone più basso, ma inquilini più stabili (famiglie e coppie che portano i propri mobili raramente si trasferiscono ogni anno), minori costi di manutenzione ordinaria, contratti tendenzialmente più lunghi (4+4 o 3+2). Svantaggi: il canone è inferiore e si deve aspettare più tempo per trovare l'inquilino giusto. Considerazione fiscale: sia arredato che non arredato sono soggetti allo stesso regime fiscale (cedolare secca o IRPEF). Il costo di sostituzione degli arredi è deducibile dal reddito fondiario solo nel regime IRPEF ordinario, non con la cedolare secca. Soluzione ibrida: cucina equipaggiata + elettrodomestici (lavatrice, lavastoviglie, frigorifero) senza mobili nelle camere permette di spuntare un canone maggiore riducendo il rischio di danni agli arredi.
Jarvis può rispondere a domande più specifiche sulla tua situazione — disponibile 24 ore su 24, senza attese.