Chi eredita un immobile con abusi edilizi non commette reati ma non può venderlo senza prima regolarizzarlo. Deve verificare se gli abusi sono sanabili (accertamento di conformità) o insanabili (demolizione obbligatoria), e procedere di conseguenza prima di qualsiasi atto di trasferimento.
Risposta completa
Ereditare un immobile con abusi edilizi è una situazione comune a Roma, dove l'edilizia spontanea e le costruzioni senza titolo sono storicamente diffuse. Ecco cosa fare passo per passo: (1) Accettare l'eredità con o senza beneficio di inventario: puoi rinunciare all'eredità se la situazione è troppo onerosa (abusi insanabili con obbligo di demolizione e relative sanzioni). Il beneficio di inventario ti protegge dai debiti del defunto (incluse eventuali sanzioni amministrative per abusi già accertate). (2) Individuare gli abusi: fai verificare da un geometra o architetto la corrispondenza tra planimetria catastale, stato di fatto dell'immobile e titoli edilizi conservati. (3) Valutare la sanabilità: abusi sanabili = esiste la 'doppia conformità' (conformità sia alla normativa vigente al momento dei lavori sia a quella attuale). Si presenta domanda di accertamento di conformità al Comune di Roma (SUE del Municipio). Costo: sanzione da €516 a €10.329 + spese tecniche. Abusi insanabili = la norma non consente la regolarizzazione; il Comune può ordinare la demolizione. Condono edilizio passato (1985, 1994, 2003): verificare se c'è stata una domanda di condono non ancora definita (i pratiche di condono del 2003 a Roma sono ancora migliaia in attesa). (4) Agire dopo la regolarizzazione: solo dopo aver ottenuto il titolo in sanatoria (o aver completato la demolizione) puoi vendere, donare o ipotecare l'immobile.
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