Omettere la dichiarazione di successione comporta sanzioni dal 120% al 240% dell'imposta dovuta, oltre agli interessi moratori; il termine ordinario è 12 mesi dalla morte del de cuius.
Risposta completa
La dichiarazione di successione va presentata all'Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. Se si omette o si presenta in ritardo, scattano sanzioni significative: dal 120% al 240% dell'imposta evasa in caso di omissione; dal 60% al 120% in caso di dichiarazione infedele; tra il 30% e il 90% per dichiarazione tardiva. A queste si aggiungono gli interessi legali calcolati sulla somma dovuta. In caso di omissione totale, l'Agenzia delle Entrate può accertare d'ufficio le imposte con un accertamento d'ufficio. Esistono dei casi in cui la dichiarazione non è obbligatoria: quando l'eredità è devoluta al coniuge o ai parenti in linea retta e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari, e l'attivo lordo è inferiore a €100.000. È possibile regolarizzare la propria posizione tramite il ravvedimento operoso, che riduce le sanzioni in modo significativo a seconda di quanto tempo è passato dalla scadenza. Le volture catastali degli immobili ereditati non possono essere eseguite senza la presentazione della dichiarazione di successione, il che blocca anche eventuali vendite o ipoteche sugli immobili.
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