Il regime del prezzo-valore è una modalità di determinazione della base imponibile su cui si calcolano le imposte dovute in occasione dell'acquisto di un immobile a uso abitativo. In condizioni ordinarie, l'imposta di registro si calcolerebbe sul prezzo di vendita indicato nell'atto notarile, mentre le imposte ipotecaria e catastale, in questi trasferimenti, sono generalmente dovute in misura fissa. Con il prezzo-valore, invece, la base di calcolo dell'imposta di registro diventa il valore catastale dell'immobile, rivalutato secondo i coefficienti previsti dalla normativa vigente. Il regime riguarda le sole compravendite soggette a imposta di registro proporzionale e non si applica alle cessioni soggette a IVA, come tipicamente quelle effettuate da imprese costruttrici. Questo valore è generalmente inferiore al prezzo di mercato, motivo per cui il regime rappresenta spesso un vantaggio per l'acquirente in termini di imposte da versare al momento del rogito.
È importante distinguere tra la base imponibile fiscale e il prezzo effettivamente pattuito tra le parti: quest'ultimo continua a essere indicato nell'atto e resta rilevante per altri aspetti, ad esempio per il calcolo di un'eventuale plusvalenza in caso di successiva rivendita. Il prezzo-valore incide unicamente sul calcolo delle imposte di trasferimento, non modifica la natura del contratto né esonera le parti dal dichiarare correttamente il corrispettivo concordato. Per orientarsi su come leggere e verificare il valore catastale di un immobile può essere utile consultare la visura catastale, che riporta i dati necessari al calcolo.
Per poter beneficiare di questo regime devono ricorrere alcune condizioni: l'acquisto deve riguardare un immobile a uso abitativo (e le relative pertinenze), l'acquirente deve essere una persona fisica che non agisce nell'esercizio di attività d'impresa, arte o professione, e la richiesta deve essere formulata espressamente al notaio al momento della stipula. Il notaio, in qualità di pubblico ufficiale, applica il meccanismo e ne dà atto nel rogito. Chi acquista casa a Roma, così come altrove in Italia, trova spesso questo strumento particolarmente rilevante nei centri urbani dove il valore di mercato tende a essere sensibilmente superiore al valore catastale storico dell'immobile.
Un esempio pratico può chiarire il funzionamento: un acquirente stipula un compromesso per un appartamento con un privato venditore, pattuendo un prezzo di vendita. Al momento del rogito, se sono soddisfatti i requisiti previsti, l'acquirente può chiedere al notaio di applicare il prezzo-valore: le imposte non verranno calcolate sul prezzo pattuito, ma sul valore catastale rivalutato dell'immobile, che normalmente risulta più contenuto. Questo non altera l'importo che l'acquirente deve versare al venditore, ma incide esclusivamente sulla base di calcolo delle imposte dovute all'erario.
Trattandosi di una materia fiscale con regole specifiche e soggette a periodici aggiornamenti normativi, è sempre opportuno verificare con il notaio incaricato o con un commercialista la sussistenza dei requisiti nel caso concreto, così come le modalità di calcolo aggiornate, prima di procedere con l'atto.