Per il Bonus Ristrutturazione al 50% servono: comunicazione preventiva al Comune (CILA o SCIA), bonifici parlanti con causale specifica, fatture intestate al beneficiario, abilitazione catastale aggiornata e, per alcuni interventi, APE ante e post intervento.
Risposta completa
Il Bonus Ristrutturazione al 50% (art. 16-bis TUIR) richiede il rispetto di requisiti documentali precisi per evitare il diniego della detrazione in caso di controllo fiscale. Documenti tecnici e amministrativi: comunicazione preventiva al Comune (CILA, SCIA o DIA a seconda del tipo di intervento) prima dell'inizio dei lavori; per interventi su facciate o strutture portanti, potrebbe essere necessario il permesso di costruire; dichiarazione di conformità degli impianti (DM 37/2008) per interventi su impianti elettrici e idraulici. Documenti fiscali: bonifici parlanti (nel causale deve comparire: «Pagamento in relazione all'agevolazione di cui all'art. 16-bis del TUIR – partita IVA/codice fiscale del beneficiario – codice fiscale del committente – numero e data della fattura»); fatture intestate al soggetto che beneficia della detrazione (non al coniuge o ad altri parenti, salvo che questi siano comproprietari o conviventi); ricevute di tutte le spese pagate con bonifico parlante. Documenti catastali: visura catastale dell'immobile; planimetria catastale conforme allo stato ante intervento. Per la ristrutturazione di immobili antecedenti al 1967 si può derogare ad alcune pratiche edilizie. Per gli interventi di efficienza energetica (che accedono invece all'Ecobonus): serve anche l'asseverazione di un tecnico abilitato e l'APE pre e post intervento. Conservare tutti i documenti per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi in cui si effettua la detrazione.
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