Sì, con le giuste zone e strategie. Roma Est (Pigneto, Centocelle) offre rendimenti lordi del 5-6% e una rivalutazione annua del 4-5%. L'investimento immobiliare romano rimane interessante rispetto ai tassi bancari e ai mercati azionari in termini di rischio/rendimento aggiustato.
Risposta completa
Investire in immobili a Roma nel 2026 rimane una scelta solida per investitori con orizzonte a medio-lungo termine (7-15 anni), a condizione di scegliere la zona giusta e gestire correttamente la fiscalità. Le zone emergenti di Roma Est (Pigneto, Centocelle, Torpignattara, Prenestino) offrono il miglior rapporto rischio/rendimento: prezzi ancora accessibili (€2.500-4.200/m²), rendimenti lordi da locazione del 5-6%, e rivalutazione annua sostenuta dal 4 al 7%. Il rendimento netto, dopo cedolare secca al 21% e spese operative, è del 3,5-4,7%. Confrontato con BTP decennali al 3,8% (2026) o conti deposito al 2,5-3%, l'immobile romano offre un premio di rendimento positivo e una rivalutazione del capitale che i titoli finanziari non garantiscono. I rischi principali sono: costi di ristrutturazione imprevisti, periodi di vacancy, morosità degli inquilini (mitigabile con polizza assicurativa), e liquidità inferiore rispetto agli strumenti finanziari. Le zone centrali (Prati, Parioli, Centro Storico) hanno rendimenti più bassi (3-4%) ma maggiore liquidità e rivalutazione stabile.
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