Contrattuale

Usufrutto Immobiliare

L'usufrutto è il diritto reale di godere di un immobile altrui, usandolo o percependone i frutti (ad esempio l'affitto), senza poterne disporre come farebbe il proprietario pieno. Chi resta titolare del bene si chiama nudo proprietario.

Definizione completa

L'usufrutto è un diritto reale di godimento che attribuisce a una persona, detta usufruttuario, la facoltà di usare un immobile e di trarne i frutti, come i canoni derivanti da una locazione, per un periodo di tempo determinato o per tutta la vita dell'usufruttuario stesso. La proprietà dell'immobile resta invece in capo a un altro soggetto, il nudo proprietario, che mantiene la titolarità del bene ma ne è temporaneamente privato della disponibilità piena. Questa scissione tra godimento e proprietà rende l'usufrutto uno strumento frequentemente utilizzato in ambito familiare, ad esempio quando un genitore trasferisce ai figli la nuda proprietà di un immobile a Roma riservandosi il diritto di continuare a viverci o di percepirne i redditi fino alla fine dei suoi giorni.

L'usufruttuario ha il diritto di abitare l'immobile o di concederlo in locazione a terzi, incassandone i canoni, ma ha anche precisi obblighi: deve usare il bene con la diligenza del buon padre di famiglia, rispettandone la destinazione economica, e deve farsi carico delle spese di ordinaria amministrazione e manutenzione, comprese le imposte di gestione corrente. Le spese di manutenzione straordinaria, salvo diverso accordo, restano in genere a carico del nudo proprietario, anche se la prassi e le clausole contrattuali possono prevedere soluzioni diverse: per questo motivo è sempre opportuno definire con chiarezza, con l'assistenza di un notaio, i reciproci obblighi al momento della costituzione del diritto. L'usufruttuario non può invece vendere l'immobile né modificarne in modo permanente la struttura senza il consenso del nudo proprietario, poiché non è titolare del diritto di proprietà ma solo di un diritto di godimento limitato nel tempo.

La durata dell'usufrutto può essere determinata, con una scadenza fissata contrattualmente, oppure vitalizia, cioè legata alla vita dell'usufruttuario: in quest'ultimo caso il diritto si estingue automaticamente con la morte del titolare, e la piena proprietà si ricompone in capo al nudo proprietario senza necessità di ulteriori atti. Esistono anche ipotesi di usufrutto legale, previste dalla legge a tutela di specifiche categorie di soggetti, la cui disciplina può presentare particolarità rispetto all'usufrutto costituito per volontà delle parti. Un caso tipico è quello dell'acquisto separato di nuda proprietà e usufrutto: chi acquista solo la nuda proprietà paga generalmente un valore inferiore rispetto alla piena proprietà, ma dovrà attendere l'estinzione dell'usufrutto per goderne pienamente. Data la complessità delle implicazioni patrimoniali, fiscali e successorie legate alla costituzione o all'estinzione di un usufrutto, è sempre consigliabile rivolgersi a un notaio o a un commercialista per valutare la soluzione più adatta alla propria situazione, poiché la normativa di riferimento può presentare eccezioni ed evolversi nel tempo.

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