Sì, un immobile locato può essere venduto anche con l'inquilino. L'inquilino ha il diritto di prelazione (preferenza all'acquisto allo stesso prezzo) se il contratto è abitativo. Se il contratto non viene rispettato, il nuovo proprietario subentra nel contratto esistente.
Risposta completa
La vendita di un immobile locato è pienamente legale in Italia. Il nuovo proprietario subentra automaticamente nel contratto di locazione esistente: non può sfrattare l'inquilino semplicemente perché ha comprato. Diritto di prelazione dell'inquilino: per i contratti di locazione ad uso abitativo (L. 392/1978), il proprietario che vuole vendere deve notificare all'inquilino l'intenzione di vendere con il prezzo e le condizioni offerte dal terzo acquirente. L'inquilino ha 60 giorni per esercitare il diritto di prelazione, acquistando l'immobile alle stesse condizioni. Se l'inquilino rinuncia o non risponde, si può procedere con la vendita al terzo. Se il proprietario vende senza notificare l'inquilino, questi può esercitare il diritto di riscatto entro 6 mesi dalla trascrizione del rogito, sostituendosi all'acquirente alle stesse condizioni. Impatto sul prezzo: un immobile venduto 'con inquilino' ha un valore di mercato inferiore del 10-20% rispetto allo stesso libero, perché riduce la platea di potenziali acquirenti (principalmente investitori). Il nuovo proprietario non può rescindere il contratto prima della sua scadenza naturale. Alla scadenza, il nuovo proprietario può disdire il contratto se intende abitarvi (con preavviso di 6 mesi per i contratti 4+4). Per contratti ad uso transitorio o per studenti, i termini sono diversi.
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