Il sopralzo edilizio consiste nell'elevare in verticale un edificio già esistente, aggiungendo uno o più piani sopra la struttura originaria. Si distingue dall'ampliamento, che invece estende la superficie di un fabbricato in senso orizzontale (ad esempio con un corpo aggiunto o una veranda) senza necessariamente incrementarne l'altezza. Un esempio pratico di sopralzo è la trasformazione di un sottotetto non abitabile in una mansarda vivibile quando l'intervento comporta l'innalzamento della copertura, oppure la costruzione di un nuovo piano attico sopra l'ultimo livello di un edificio condominiale: in entrambi i casi si modifica la sagoma verticale dell'immobile e si incrementa la volumetria complessiva. Il semplice recupero abitativo del sottotetto senza modifica delle quote esistenti segue invece percorsi autorizzativi diversi.
Dal punto di vista urbanistico, il sopralzo è un intervento che normalmente richiede un titolo abilitativo specifico, in linea generale un permesso di costruire, poiché comporta una variazione della volumetria e dell'altezza dell'edificio rispetto allo stato originario. La realizzabilità dipende dal piano regolatore generale (PRG) e dagli strumenti urbanistici attuativi del Comune, che stabiliscono per ogni zona parametri come l'altezza massima consentita, gli indici di edificabilità, le distanze dai confini e dagli edifici vicini. Se l'immobile si trova in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico, storico o architettonico, può essere necessario anche un parere o un'autorizzazione da parte della Soprintendenza competente, oltre al titolo edilizio comunale. È inoltre indispensabile verificare la conformità urbanistica e catastale dell'immobile di partenza, poiché eventuali irregolarità preesistenti possono complicare o impedire l'ottenimento delle autorizzazioni per il sopralzo.
Per i proprietari di immobili a Roma, la possibilità di realizzare un sopralzo va valutata con particolare attenzione, data la varietà del tessuto urbano cittadino: zone di pregio storico, ambiti sottoposti a tutela paesaggistica e quartieri con regole urbanistiche più flessibili possono comportare esiti molto diversi a parità di intervento. Se l'edificio è in condominio, occorre inoltre considerare il regolamento condominiale e le norme del codice civile relative alle sopraelevazioni: in molti casi il sopralzo riguarda il proprietario dell'ultimo piano, ma può incidere su parti comuni come il tetto o il lastrico solare, con il riconoscimento agli altri condomini dell'indennità prevista dalla legge; gli altri proprietari possono inoltre opporsi quando le condizioni statiche dell'edificio non consentono l'intervento o quando questo ne pregiudica l'aspetto architettonico. Data la complessità tecnica e normativa della materia, è opportuno rivolgersi preventivamente a un tecnico abilitato (architetto, ingegnere o geometra) per una verifica di fattibilità presso gli uffici comunali competenti, e, per gli aspetti condominiali o contrattuali, a un notaio o un avvocato, in modo da valutare correttamente autorizzazioni necessarie, vincoli applicabili e conseguenze sul valore e sulla gestione dell'immobile.