Per vendere un immobile ereditato occorre prima presentare la dichiarazione di successione all'Agenzia delle Entrate, eseguire la voltura catastale e, se necessario, trascrivere l'accettazione dell'eredità. Solo dopo questi adempimenti il notaio può rogitare la vendita.
Risposta completa
Vendere una casa ricevuta in eredità richiede di completare alcuni adempimenti burocratici obbligatori prima di poter procedere al rogito. Step 1: Dichiarazione di successione. Deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di morte del de cuius. Va presentata all'Agenzia delle Entrate (telematicamente o tramite professionista). Con la dichiarazione si liquidano le imposte di successione (se dovute) e le imposte ipotecarie e catastali. Step 2: Voltura catastale. Va presentata all'Agenzia delle Entrate dopo la registrazione della dichiarazione di successione per aggiornare la titolarità catastale dell'immobile agli eredi. Step 3: Accettazione dell'eredità e trascrizione. Se l'erede non ha ancora accettato formalmente l'eredità, deve farlo davanti al notaio (accettazione espressa) o per atto implicito. Il notaio provvederà alla trascrizione dell'accettazione nei registri immobiliari. Senza questi adempimenti preliminari, il notaio non può stipulare il rogito di vendita. Step 4: Accordo tra eredi (se più d'uno). Se l'immobile è in comproprietà tra più eredi, occorre l'accordo unanime per la vendita. Se non c'è accordo, un erede può chiedere lo scioglimento della comunione ereditaria in sede giudiziaria. Nota fiscale: la vendita di un immobile ereditato non genera plusvalenza tassabile, indipendentemente dal prezzo di vendita e dal tempo trascorso.
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