L'esproprio per pubblica utilità è disciplinato dal DPR 327/2001 (Testo Unico Espropriazioni) ed è l'istituto che consente alla Pubblica Amministrazione di acquisire coattivamente immobili privati per la realizzazione di opere pubbliche (strade, metropolitane, parchi, scuole). Il procedimento si articola in: (1) Dichiarazione di pubblica utilità (DPU): l'ente espropriante dichiara che l'opera è di interesse pubblico; (2) Indagine catastale: individuazione degli immobili da espropriare; (3) Determinazione dell'indennizzo: calcolato in base al valore di mercato dell'immobile (per i fabbricati) o al valore agricolo tabellare (per i terreni agricoli); (4) Decreto di esproprio e trasferimento della proprietà. Il proprietario ha diritto a opporsi davanti al TAR se ritiene l'indennizzo inadeguato o la procedura viziata. A Roma l'esproprio riguarda spesso terreni nel piano di sviluppo urbanistico o nella cinta del GRA per ampliamenti infrastrutturali.
Esproprio per Pubblica Utilità
Procedimento amministrativo con cui lo Stato o un Ente pubblico acquisisce coattivamente la proprietà privata per realizzare opere di pubblico interesse, previo pagamento di un indennizzo.
Tutela imposta su aree di pregio ambientale o storico che limita gli interventi edilizi e richiede autorizzazioni aggiuntive.
Strumento urbanistico comunale che disciplina l'uso del suolo, la localizzazione delle funzioni e le destinazioni d'uso degli immobili.
Strumento legale che consente al creditore di fare dichiarare inefficaci gli atti con cui il debitore ha fraudolentemente alienato beni immobili per sottrarli all'esecuzione.
Archivio pubblico dove vengono trascritti tutti gli atti di trasferimento immobiliare (rogiti, ipoteche, pignoramenti); la trascrizione ha valore giuridico probatorio sulla proprietà.
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